AIPPI News Maggio 2022

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AIPPI News Maggio 2022

Indice

Il Convegno “Temi di proprietà intellettuale e del suo enforcement”, in ricordo del Prof. L.C. Ubertazzi (P. Testa)

I Panel – Pubblicità: La pubblicità in AIPPI – Le interferenze tra pubblicità e diritto d’autore

II Panel – ADR: le ADR nell’IP e le iniziative di AIPPI

III Panel – Consulenza Tecnica: l’elenco CTU di AIPPI

IV Panel – Diritto d’Autore: il diritto d’autore UE – un bilancio

Le collecting nel mercato unico digitale (S. Lavagnini)

La tutela del fumetto (M. Ghezzi, F. Abbona)

La tutela del personaggio: un podcast del Gruppo Giovani.

 

Editoriale

Il Convegno “Temi di proprietà intellettuale e del suo enforcement”, in ricordo del Prof. L.C. Ubertazzi

Abbiamo deciso di dedicare il seminario che tradizionalmente si tiene in concomitanza con l’assemblea annuale al ricordo del professor Luigi Carlo Ubertazzi, improvvisamente scomparso la scorsa estate. L’assemblea è il momento centrale della vita associativa, e quest’anno è stata un momento particolarmente importante perché, per la prima volta dopo l’inizio della pandemia, abbiamo potuto riunirci nuovamente di persona. L’occasione dunque ci è sembrata ideale per rendere omaggio a una persona che ha significato molto per il gruppo italiano di AIPPI, e che durante i suoi dodici anni di presidenza ha aperto all’associazione nuovi orizzonti di studio e di attività, aumentandone considerevolmente la membership.

Il seminario si è articolato in cinque panel, ciascuno dei quali focalizzato su un argomento del quale il professor Ubertazzi si è occupato attivamente, come presidente dell’associazione e nella sua attività di studioso e di professionista: la pubblicità, i metodi di ADR, la consulenza tecnica, il diritto d’autore, la formazione. Ogni panel ha visto il coinvolgimento di quattro persone (moderatore, relatore, discussants), scelti fra coloro che hanno attivamente collaborato con il professore – all’interno di AIPPI, ma non solo – su ciascuno specifico argomento. Ne è risultato un pomeriggio intenso, denso di spunti di riflessione, non privo di momenti di commozione.

Di seguito pubblichiamo una breve sintesi di ciascun panel, mentre la registrazione video del seminario è disponibile sul sito dell’associazione, nella sezione riservata agli associati.

Avv. Paolina Testa – Presidente Gruppo Italiano AIPPI

FTCC Studio Legale Associato

 

I Panel – Pubblicità: La pubblicità in AIPPI – Le interferenze tra pubblicità e diritto d’autore

Il panel, moderato dall’avv. Fabrizio Sanna, è iniziato con la relazione dell’avv. Paolina Testa, dedicata ai rapporti fra pubblicità e proprietà industriale. Dopo un veloce cenno alle interferenze fra pubblicità e, rispettivamente, marchi e diritto d’autore, la relazione si è focalizzata su due aspetti cari al prof. Ubertazzi: da una parte, la presenza in ambito pubblicitario di una importante lex mercatoria (codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, ritenuto dalla giurisprudenza espressione dei boni mores in materia pubblicitaria), fonte di un nuovo diritto di esclusiva (il diritto sulla ideazione pubblicitaria, art. 13 co. 1 c.a.); dall’altra, la rilevanza sotto il profilo del diritto industriale – e specificamente della concorrenza sleale – di una tematica che nel nostro paese viene letta in chiave prevalentemente consumeristica, ossia l’inganno pubblicitario.

L’avv. Daniele De Angelis si è interrogato sull’applicabilità in ambito pubblicitario di alcune eccezioni all’esclusiva autorale, quali le citazioni e la parodia, giungendo alla conclusione che il diverso inquadramento costituzionale della pubblicità rispetto all’opera dell’ingegno non pubblicitaria (art. 41 Cost., e non art. 21) impedisce la libera utilizzazione di citazioni e parodie in pubblicità, mentre l’opera pubblicitaria può formare oggetto di parodia o di citazioni in ambito non pubblicitario (come ad esempio antologie o spettacoli teatrali). L’eccezione di data mining, al contrario, sembra applicabile anche in ambito commerciale. L’avv. Arturo Leone si è soffermato sui rapporti fra arte e pubblicità, affrontando in primo luogo la questione della riproduzione pubblicitaria di opere protette, e chiedendosi se la violazione dei diritti di utilizzazione economica si verifichi anche nei casi in cui l’opera riprodotta abbia un ruolo marginale nella pubblicità. Si è successivamente interrogato sulla natura del vincolo posto dall’art. 108 Codice beni culturali alla riproduzione di beni culturali in pubblico dominio: se di carattere assoluto, o limitato alla riproduzione fotografica o cinematografica del bene, il che ne consentirebbe la riproduzione in forma grafica.

Avv. Paolina Testa – Presidente Gruppo Italiano AIPPI

FTCC Studio Legale Associato

 

II Panel – ADR: le ADR nell’IP e le iniziative di AIPPI

Il panel dedicato ad approfondire le tematiche connesse ai sistemi di risoluzione alternativi delle controversie (ADR) è stato introdotto da un intervento da remoto del Prof. Andrea Giussani, il quale si è in particolare soffermato sull’arbitrato e sui vantaggi che tale istituto presenta.

Tra di essi, in particolare, informalità e rapidità, tratti questi particolarmente significativi per le controversie in materia di proprietà intellettuale e come tali costantemente valorizzati nell’opera del Prof. Ubertazzi.

Sul punto si è soffermata anche la Prof. Francesca Ferrari, la quale ha allargato lo sguardo anche ad altri istituti ADR, tra cui in particolare la mediazione e la conciliazione, dando conto anche delle iniziative legislative attualmente in discussione volte ad ampliarne l’ambito di applicazione obbligatoria, con scelte forse discutibili.

Meno controversa, anzi di indubbio successo, l’esperienza di altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie in ambiti specifici, primo tra tutti il sistema dell’autodisciplina pubblicitaria, di cui il Prof. Davide Sarti ha tratteggiato l’evoluzione, dando conto dei molti ed importanti contributi ad essa del Prof. Ubertazzi, il quale ha sempre visto nel Giurì uno strumento virtuoso meritevole di essere esteso ad altri ambiti.

Traccia di questa costante attenzione verso la possibile espansione di esperienze positive si ritrova nella evoluzione del Parere Tecnico Obiettivo di AIPPI, istituto questo che il Prof. Ubertazzi ha grandemente contribuito a sviluppare, come ha ricordato nei suoi rilievi conclusivi Gualtiero Dragotti.

Avv. Gualtiero Dragotti

DLA Piper

 

III Panel – Consulenza Tecnica: l’elenco CTU di AIPPI

L’ing. Faggioni ha ricordato che l’elenco dei CTU di AIPPI era stato fortemente voluto dal prof. Ubertazzi in considerazione dell’interesse della collettività al buon funzionamento della giustizia e allo scopo di migliorare costantemente il processo industrialistico, vista la sua importanza anche sul piano della concorrenza tra i diversi sistemi nazionali. Queste esigenze scaturivano dalla constatazione che in troppi casi la consulenza tecnica industrialistica aveva esiti poco predicibili, spesso a causa del numero limitato e della non sempre adeguata formazione dei consulenti tecnici accreditati presso i Tribunali. Inoltre, nel riepilogare i principi relativi alle modalità di selezione dei CTU inclusi nell’elenco di AIPPI, l’ing. Faggioni ha osservato quanto un tale progetto sviluppato nel 2012 risulti in buona parte anticipatore della Legge Delega 206/2021, laddove (Art. 1.16) indica principi e criteri direttivi con riferimento ai consulenti tecnici d’ufficio.

L’avv. Liuzzo ha richiamato la lunga collaborazione avuta con il prof. Ubertazzi, non limitata ai soggiorni al Max Planck Institute e al periodo di attività per AIPPI e caratterizzata dalla presenza, intorno alla figura del professore scomparso, di allievi o giovani professionisti desiderosi di apprendere e approfondire tematiche legali fra le più complesse. L’avv. Liuzzo ha sottolineato la particolarità della consulenza tecnica nel processo industrialistico che richiede, come evidenziato anche in recenti sentenze della Corte di Cassazione, un “alto tasso di specializzazione” fino a poter riconoscere nel CTU industrialistico non solo la funzione di “occhiali del giudice” ma un ruolo più rilevante ai fini del giudizio di quello che si verifica per altri settori del processo civilistico. Queste considerazioni impongono la necessità di disporre di consulenti tecnici di livello adeguato, per conoscenze tecnico-legali, al compito loro richiesto.

L’ing. Colombo ha sinteticamente riepilogato il lungo lavoro che ha preceduto la definizione dei criteri, il più possibile oggettivi, per la selezione dei candidati all’iscrizione all’elenco di AIPPI. Il team riunito dal prof. Ubertazzi, formato da consulenti in PI e da legali, ha determinato una serie di requisiti che includono: il voto di laurea, crediti tecnico-scientifici, l’iscrizione all’albo italiano ed europeo dei consulenti brevettuali, l’esperienza diretta come CTP o CTU e l’attività di esaminatore presso l’UEB o l’UIBM. Nessuno dei requisiti scelti è inderogabile in quanto ad ognuno di essi viene associato un determinato peso in modo da pervenire ad un punteggio finale sulla base del quale valutare l’ammissibilità del candidato: ciò ha consentito di definire un criterio ben bilanciato fra le diverse possibili competenze. L’ing. Colombo ha evidenziato come i criteri indicati possono facilitare, come sempre auspicato dal prof. Ubertazzi, l’iscrizione all’elenco di consulenti più giovani che assicurino il necessario ricambio generazionale.

Inoltre, è stata ricordata dai relatori l’intensa attività svolta per presentare l’elenco dei CTU ai Tribunali delle sezioni pertinenti ed il generale apprezzamento per l’iniziativa manifestato dai magistrati interpellati.

Ing. Ferruccio Postiglione

Praxi Intellectual Property S.p.A.

 

IV Panel – Diritto d’Autore: il diritto d’autore UE – un bilancio

Il terzo panel si è concentrato sul diritto d’autore, tema fra i più cari al professor Luigi Carlo Ubertazzi. Gli avv.ti Simona Lavagnini, Giulio Sironi, e gli avv.ti proff. Michele Bertani e Alessandro Cogo hanno quindi tracciato un bilancio del diritto d’autore UE, ricordando quanto il professore credesse nel diritto eurounitario e con quale impegno e costanza si fosse dedicato al suo studio. I temi toccati sono stati quelli del modo di legiferare in ambito eurounitario e nazionale negli ultimi anni, ove la tecnica si è allontanata dalla semplicità per privilegiare il cumulo di indicazioni, nei considerando delle direttive così come nelle raccomandazioni o nelle linee guida, denunciando una potenziale inadeguatezza delle norme vere e proprie, e conseguentemente un rischio di complessità nella loro implementazione ed attuazione. Una dimostrazione lampante si è avuta con l’implementazione dell’art. 17 della direttiva, relativo alla cooperazione fra i prestatori di servizi di condivisione online e i titolari dei diritti, ove Germania ed Italia hanno scelto vie diametralmente opposte: secondo infatti il nostro attuale art. 102 decies l.a. in caso di contestazione circa la liceità dell’utilizzo di opere da parte di utenti di piattaforme online è prevista una procedura di reclamo durante la quale i contenuti restano disabilitati; mentre nell’ordinamento tedesco – del tutto all’opposto – i contenuti restano tendenzialmente disponibili fino alla fine della procedura di reclamo. Un secondo tema ha riguardato la qualità delle decisioni della Corte di Giustizia UE, dove il professor Ubertazzi aveva tempo addietro sottolineato le “evoluzioni (talvolta problematiche) dell’interpretazione della Corte di giustizia”. Anche qui si possono fare diversi esempi di questa problematicità, fra cui – uno per tutti – quello dell’elaborazione della nozione del diritto di comunicazione al pubblico, frutto di plurime decisioni della Corte, talvolta di non facile lettura e comprensione, come nella parte in cui si definisce la nozione di “pubblico”. Il rischio è quello che la Corte risolva correttamente il caso concreto, dettando tuttavia principi generali che possono poi presentare – se posti in relazione a casi diversi – rilevanti problemi applicativi, rischio che si potrebbe evitare evocando – come sosteneva il professor Ubertazzi – “con forza il primato della dottrina sulla legislazione ed anche (ed anzi maxime) sulla giurisprudenza, ed inoltre ricordare a tutti il metodo dell’interpretazione sistematica della dottrina, che vuole essere a tesi e per argomentazioni”. Da ultimo, si è discusso della evoluzione del sistema nazionale regolatorio del diritto d’autore, ove al primato della SIAE (ente pubblico economico che ha natura di parte privata) si è sostituito quello di AGCOM (autorità indipendente con poteri di vigilanza). L’obiettivo del percorso sembra essere quello di individuare una soluzione per i conflitti di massa generati dal diritto d’autore online, che possa essere da una parte sufficientemente efficace e veloce, e dall’altra parte comunque presentare caratteristiche di terzietà. Si tratta tuttavia di una decisa virata in senso amministrativistico dell’intero comparto del diritto d’autore online, che forse non avrebbe incontrato il favore del professor Ubertazzi, il quale ha sempre proposto che la risoluzione delle controversie fosse affidata a codici di autodisciplina e a connessi sistemi di risoluzione alternativa delle controversie.

Avv. Simona Lavagnini – Segretario AIPPI

LGV Avvocati

 

Le collecting nel mercato unico digitale

Il Webinar di AIPPI del 30 marzo 2022 si è occupato del ruolo delle collecting nel nuovo mercato unico digitale, a valle dell’implementazione in Italia della direttiva 2019/790, avvenuta con il d.lgs. 177/2021. Il primo panel (cui hanno partecipato l’avv. Giorgio Mondini ed il prof. avv. Alessandro Cogo, rispettivamente presidente e segretario del nostro Gruppo Diritto D’autore, oltre che la prof. avv. Rosaria Romano) ha discusso il tema della remunerazione di autori ed artisti, con particolare attenzione alle funzioni attribuite alle collecting. Prendendo le mosse dall’introduzione dei principi di partecipazione dell’autore e dell’artista all’utilizzazione economica delle proprie opere, e di trasparenza contrattuale, si è evidenziato come tali nuovi diritti siano ormai un effetto naturale dei contratti del settore, normalmente inderogabili, che possono essere esercitati individualmente ovvero tramite le collecting. Inoltre, su specifica richiesta di uno o più autori o artisti le collecting possono attivare procedure ADR avanti ad AGCOM per risolvere le controversie sugli obblighi informativi e sul diritto all’adeguamento contrattuale. Il secondo panel si è occupato delle licenze collettive estese, istituto noto agli ordinamenti nordici, ma non previsto sinora nella nostra giurisdizione. Gli avv.ti Paolo Marzano, Ferdinando Tozzi e Stefania Ercolani hanno illustrato i principi sottesi all’introduzione di questo nuovo istituto, che è attualmente previsto anzitutto per la gestione dei diritti sulle opere fuori commercio, per quanto riguarda le utilizzazioni da parte degli istituti di tutela dei patrimoni culturali, ed è stato inoltre introdotto in relazione ad alcuni diritti (eminentemente a compenso), previsti dagli articoli 18-bis, 46-bis, 73, 73-bis, 80 e 84 l.a. Grazie alle licenze collettive estese le collecting maggiormente rappresentative (secondo parametri che dovranno essere individuati da AGCOM) potranno concedere licenze che avranno effetto anche nei confronti di altri titolari di diritti non associati, fermo restando la possibilità di opt-out. Resta da comprendere come questo nuovo istituto verrà attuato nella pratica, anche tenuto conto degli ambiti in cui esso è stato previsto. Nel terzo panel il dott. Gangemi di AGCOM, il prof. avv. Michele Bertani e l’avv. Francesco Posteraro, ex commissario AGCOM, si sono confrontati sui nuovi poteri attribuiti dal decreto di implementazione della direttiva 2019/790 ad AGCOM, osservando che tali poteri sono molto estesi, e richiedono all’Autorità di emanare in tempi relativamente ristretti un numero considerevole di regolamenti che dovranno toccare argomenti disparati, dalla rappresentatività delle collecting, all’equo compenso per gli editori, ai ricorsi relativi alle opere messe a disposizione attraverso le piattaforme online (per nominarne solo alcuni). Prendendo le mosse dall’emersione del nuovo ruolo di AGCOM nel settore del diritto d’autore, evidenziatosi in particolare nel regolamento per la tutela del diritto d’autore online del 2013, si è discusso degli effetti sul sistema del diritto d’autore di questa spinta verso l’amministrativizzazione delle procedure. Pur notando i buoni risultati ottenuti da AGCOM con il regolamento del 2013, e le sue successive modificazioni, si è anche osservato come in taluni casi (soprattutto ove si tratti di diritti come quelli contrattuali alla remunerazione) l’intervento dell’Autorità appare in direzione di una regolamentazione del settore che non pare del tutto in linea con la natura dei diritti in campo e con le peculiari caratteristiche di AGCOM. Per conseguenza, sarà importante verificare come in concreto le nuove funzioni di AGCOM saranno disciplinate nei regolamenti che a breve la stessa Autorità dovrà porre in consultazione pubblica. Al termine del webinar, il prof. Marco Ricolfi, attuale presidente del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’autore ha tratto alcune conclusioni, osservando come il testo della Direttiva si prestasse ad alcune critiche per le soluzioni di forte compromesso adottate, e come il decreto legislativo di implementazione possa dare adito ad ulteriori dubbi, fra cui in particolare la soluzione prescelta per la disciplina del diritto a compenso degli editori. Certamente la materia deve essere oggetto di particolare attenzione, anche in sede europea, essendo prossima l’emanazione della decisione della Corte di Giustizia UE sul ricorso presentato dalla Polonia contro l’art. 17 della Direttiva, che si occupa dei meccanismi per il bilanciamento dei diritti fra i titolari dei diritti e gli utenti delle piattaforme online.

Avv. Simona Lavagnini – Segretario AIPPI

LGV Avvocati

 

La tutela del fumetto

Ferdinando Tacconi[1] raccontava un curioso aneddoto sul fumettista. In seno ad una verifica fiscale, un funzionario del fisco gli rivolse la fatidica domanda: “Ma che lavoro fa, lei?”. La risposta dell’autore fu pronta, “L’ho scritto sulla denuncia dei redditi, sono un illustratore”. Ed altrettanto pronta fu la replica: “Si, ho capito, ma esattamente COSA lustra?[2].

Il dramma dell’inconsapevolezza dello Stato italiano (sopra ben emblematizzata) al fenomeno del fumetto è stato ben chiarito anche da Marcello Toninelli[3], il quale in più di un’occasione ha riferito dell’abitudine dei fumettisti del secondo dopoguerra (epoca d’oro del fumetto in Italia) di definirsi “pittori”, così da avere uno status sociale riconosciuto. Questa mancata presa di coscienza del proprio ruolo professionale, che ovviamente andava a braccetto con una totale ignoranza della normativa di riferimento, lasciò ampio spazio a case editrici “poco serie” ed ampie fregature per i giovani (e non) fumettisti.

Lo stesso Toninelli sintetizza bene questo concetto: “E’ il problema di chi fa un lavoro artistico. Quello che conta è arrivare ai lettori, vedere riconosciuto il proprio talento. Il resto sembra poco importante.[4].

Il quadro, insomma, è disarmante: un intero mondo professionale ridotto a “nascondersi” perché recepito dalla collettività come un qualcosa di alieno, distante e -spiace dirlo- forse anche poco utile.

In occasione dell’aperiwebinar di A.I.P.P.I. ci si era permessi di definire il fumetto “Un’Opera d’Arte di Serie B”, questo perché già solo da un’analisi di mercato, sociale e normativa appare con tutta evidenza l’assoluto disinteresse mostrato dal legislatore nazionale al fenomeno.

Non potendoci occupare qui delle questioni socio-economiche (che però purtroppo sono quelle determinanti ai fini della presa di coscienza di chi fa le leggi), limiteremo l’analisi al freddo dato normativo, partendo dall’esame dell’art. 2 L.d.A., il quale, nell’elencare un’infinità di “famiglie” di opere, manca totalmente di indicare il fumetto. Falso problema, diciamo noi giuristi, perché il fumetto potrebbe facilmente qualificarsi quale opera figurativa / letteraria ed ancor più falso problema pensando che il predetto art. 2 contiene un’elencazione che, per indirizzo ormai costante, è esemplificativa. Tuttavia, conducendo un’analisi solamente dogmatica si rischierebbe di perdere di vista il concetto di dignità dell’artista, che è l’anima stessa della materia.

Ebbene sì, perché ci si deve immaginare il sentimento di sudditanza rispetto ad altri autori che permea la vita del fumettista, che, nel leggere il secondo articolo della nostra Legge sul Diritto d’Autore, scopre che, nonostante le innovazioni che si sono susseguite negli anni per tenere la norma al passo dei tempi, la sua opera non è mai stata presa in minima considerazione.

Problema morale e non giuridico, insomma, ma ne siamo proprio certi?

La questione, invero, si complica non poco anche per gli “operatori del diritto” quando l’analisi dell’opera a fumetto si sposta dal piano monosoggettivo a quello plurisoggettivo. Negli anni, infatti, ci si è domandati a quale fattispecie dovesse afferire il fumetto, se alle opere collettive, ovvero a quelle comuni / composte. La questione non è di poco momento, anche perché, salvo rare ipotesi, il fumetto nasce dall’incontro fra uno sceneggiatore ed un disegnatore (con l’addizione di tutta una serie di altre figure di cui parleremo). I due, poi, si rivolgono di frequente ad una casa editrice, la quale affianca loro un editor, ossia un redattore o curatore editoriale che coordina i due artisti (parole e figure) e tutto quel novero di altre persone di cui abbiano accennato poc’anzi.

È quindi ben chiaro a noi professionisti come sia pieno interesse degli editori ricondurre i fumetti alle opere collettive.[5] Attenzione, quanto precede non è fantascienza, ma una pratica ben consolidata di certa editoria[6], con buona pace dell’inscindibilità delle componenti letterarie e figurative che danno vita al fumetto.

Negli anni, allora, si è andata via via imponendo la tesi del fumetto come opera composta (atipica), forma che parrebbe essere quella più tutelante della dignità e dei diritti dei singoli co-autori e quella più aderente alla realtà fattuale-giuridica del fenomeno.

Le Corti si sono espresse più volte in questa direzione. [7] In particolare, la Corte di Appello di Milano, con una pronuncia resa nel 2011[8], ha messo fine alla controversia sorta tra Luciano Secchi (in arte Max Bunker)[9] e Roberto Raviola (in arte Magnus)[10], coppia fumettistica che ha dato vita a personaggi a fumetti come Kriminal, Satanik, Max Magnus e Alan Ford. La lite derivava dalla scelta di Max Bunker di continuare, anche dopo la decisione di Magnus di abbandonare il progetto Alan Ford, a realizzare e pubblicare l’omonimo fumetto senza indicare Magnus come autore del personaggio e, di fatto, comportandosi da esclusivo titolare di quest’opera. Ciò, secondo gli eredi di Magnus, avrebbe violato i diritti morali che lo stesso, in qualità di disegnatore, aveva sul personaggio.

A conferma di questa interpretazione, la Corte di Appello di Milano ha stabilito che i personaggi descritti e ideati da Bunker (e creati graficamente da Magnus) avrebbero preso forma solo grazie alla collaborazione tra i due spunti creativi della sceneggiatura e della rappresentazione grafica.

Magnus, quindi, non avrebbe avuto, secondo la Corte, un ruolo “meramente esecutivo”, ma il “tratto figurativo” dei personaggi sarebbe derivato dalla sua immaginazione e dal suo operato, nonostante l’ispirazione provenisse dal suo ideatore, e quindi da Bunker.

La posizione della Corte milanese è chiara: la collaborazione creativa tra ideatore e disegnatore di un personaggio a fumetti – ciascuno dei quali avrebbe sviluppato parti essenziali dell’opera, dotate di autonomia funzionale ma armonizzate in un insieme organico – permette di attribuire ad entrambi gli artisti, in modo totalmente paritetico, la qualifica di autore di un’opera composta.

Ma i problemi non finiscono qui. Come accennato poco sopra, accanto a disegnatore e sceneggiatore compaiono tutta una serie di figure che si è soliti chiamare “professionali” (con ciò già togliendo loro ogni dignità autoriale), quali colorista, inchiostratore, letterista, impaginatore, grafico, chi si occupa del rendering ecc., figure che allo stato attuale non hanno alcuna disciplina specifica, lasciando all’interprete la valutazione caso per caso della possibile estensione a detti soggetti della tutela autoriale.

La dignità autoriale di queste figure è stata peraltro messa in discussione anche dalla Corte di Appello di Milano[11] che, in un caso isolato, si è pronunciata in merito all’attività dell’autore dei colori di un’opera fumettistica. Per citare le parole della sentenza, sarebbe indubbiamente “da escludere che la mera ideazione (o anche applicazione materiale) di colori” sia tutelabile.[12]

In altri termini, questo inciso escluderebbe la sussistenza di diritti autorali in capo al colorista [13].

L’assenza di una disciplina specifica in materia ha portato, in ultimo, alcuni interpreti[14] a valutare la possibilità di estendere analogicamente la normativa in tema di “interpreti ed esecutori” anche al mondo del fumetto, soprattutto in tema di fumetti sulle riviste e fumetti seriali, ovverosia quei fumetti nati dal parto di un diverso autore (anche se plurisoggettivo) e che negli anni sono proseguiti grazie alle penne e matite di altri disegnatori e sceneggiatori, i quali si sono però trovati ad operare nel solco già tracciato da altri (vedasi ad esempio il noto Tex Willer).

Come è agevole osservare, il tema è tutt’altro che semplice, ancor più considerando come le nuove tecnologie e lo sviluppo di nuove forme di espressione del fumetto (si pensi al mercato on line, al disegno digitale ecc.) continuino a sollevare quesiti irrisolti, che spesso trovano soluzione unicamente attraverso una corretta disciplina pattizia o, nei casi più sfortunati, dinnanzi ad un tribunale.

L’esigenza di disporre di una disciplina generale e tipizzata dell’opera fumettistica è alla base di alcune delle iniziative normative che sono state redatte nel corso degli anni con l’obiettivo di modificare la legge sul diritto d’autore. Si tratta della proposta di Legge n. 2427, presentata alla Camera il 7 maggio 2009 e del disegno di legge n. 882, presentato al Senato il 26 giugno 2013.[15]

Questi testi, tra l’altro, intendevano:

  1. i) riconoscere pari creatività al contributo letterario – realizzato dall’autore dei personaggi, della storia o della serie – e al contributo grafico – realizzato dal disegnatore, qualificando entrambi questi contributi come essenziali e inscindibili per la creazione dei personaggi a fumetti[16] (art. 2);
  2. ii) riconoscere la qualità di coautore dell’opera cinematografica di cartoni animati anche all’autore dei disegni (art. 1);

iii) disciplinare la titolarità dei diritti dei collaboratori delle opere a fumetti di produzione seriale (diversi dai disegnatori e scrittori ideatori c.d. “iniziatori”, che sono considerati autori della serie stessa), attribuiti in proporzione al contributo offerto nella creazione dell’opera (art. 2).

Sarebbe però utopico pensare che detti progetti di normazione della materia siano stati accolti da tutti gli operatori del settore con un plauso. Molteplici sono state infatti le voci discordanti, fra chi censura la mancata valutazione del tempo necessario a pensare ad una sceneggiatura[17] e chi lamenta la mancata inclusione nel progetto di legge del colorista, figura astrattamente elevabile ad autore, esattamente come lo sceneggiatore ed il disegnatore, qualora il suo apporto sia valutabile come “concreto valore aggiunto nella definizione dei personaggi, ambientazioni ed atmosfere[18].

Per queste e per altre ragioni, entrambi i testi legislativi non hanno mai superato il vaglio della Commissione esaminatrice[19] e, quindi, di fatto, non hanno mai visto la luce.

Nel “quasi vuoto” normativo, ai fumettisti non resta che fare affidamento ad un buon uso della contrattazione privata, ricordando che, per quanto ciò possa servire ad evitare spiacevoli disguidi, potranno sempre trovare attenta e puntuale tutela avanti alle Corti.

Avv. Marta Ghezzi

Avv. Francesco Abbona

[1] Famoso fumettista italiano, scomparso nel 2006, disegnatore fra l’altro di Sciuscià e Nat del Santa Cruz (oltre che di svariati albi di Dylan Dog e Nick Raider).

[2] La storia è ripresa e fatta propria da S. Primiceri e A. Spedicato nel loro testo “Il Diritto d’Autore nelle Opere a Fumetti”, PE Primiceri Editore, I Nuova Edizione, 2012.

[3] Esordisce nel mondo dei fumetti a soli 19 anni con una versione propria di Dante. Negli anni disegna e sceneggia svariati albi e numeri di Topolino, Zagor, Dylan Dog e Nick Raider. È passato alla storia per la sua versione a fumetti de La Divina Commedia (nome completo: Dante, La Divina Commedia a fumetti “per lettori scafati”).

[4] S. Primiceri e A. Spedicato, op. cit., pag. 6.

[5] Ai singoli collaboratori dell’opera collettiva è riservato il diritto di utilizzare la propria opera separatamente, con l’osservanza dei patti convenuti, e in difetto, delle norme seguenti.”

[6] Vedasi Luca Boschi, in S. Primiceri e A. Spedicato, op. cit., pag. 22.

[7] Vedasi App. Milano, 29 giugno 2011, n. 1974.

[8] App. Milano, 13 giugno 2011, n. 1695.

[9] Autore di sceneggiature e soggetti.

[10] Ideatore e disegnatore della parte grafica.

[11] Vedasi App. Milano, 29 giugno 2011, n. 1974.

[12] Estensivamente, la sentenza afferma: “A tale proposito è necessario distinguere, anche se gli appellanti – è da ritenere deliberatamente – non lo fanno, la posizione di Barbucci e Canepa, in quanto mentre il primo ha pacificamente realizzato disegni, la seconda ha “realizzato” o, meglio, “ideato” colori. Se infatti le argomentazioni su svolte bene si attagliano alla produzione di disegni, sicuramente è da escludere che la mera ideazione (o anche applicazione materiale) di colori sia tutelabile.”

[13] Pensando ad un colorista negare tout court la tutela autoriale pare eccessivamente punitivo, si pensi ad esempio all’impatto che il colore giallo ha avuto sul noto mondo “The Simpsons”, laddove il colore pare essere il vero e proprio elemento creativo, forse ancor più del disegno.

[14] S. Primiceri e A. Spedicato, op. cit., pag. 25.

[15] Si vedano, rispettivamente, la proposta di legge n. 2427 del 7 maggio 2009, presentata alla Camera al sito https://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando.asp?codice=16PDL0025950 e il disegno di legge n. 882 del 26 giugno 2013, presentato al Senato al sito https://www.senato.it/service/….

[16] A meno che uno dei due autori abbia realizzato, in via esclusiva, il personaggio.

[17] Carlo Chendi, in blog di Luca Boschi del 21 maggio 2009 https://lucaboschi.nova100.ils…Se si considera il tempo come “tempo materiale di realizzazione” può essere vero. Materialmente si impiega più tempo a disegnare una pagina che a scriverla. Ma questo sistema di giudizio non tiene conto del tempo che uno scrittore impiega a “pensare mentalmente”: alla trama, alla sceneggiatura e ai dialoghi che dovrà scrivere in ogni pagina (chi lo vede pensare, “crederà che non stia facendo niente”, come ha detto Charles Schulz in una famosa intervista!).”.

[18] Vedasi Gianfranco Goria, in S. Primiceri e A. Spedicato, op. cit., pag. 97.

[19] Si veda ai seguenti link lo stato di avanzamento dei lavori: https://leg16.camera.it/126?tab=1&leg=16&idDocumento=2427&sede=&tipo=# e https://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/41451.htm .

 

La tutela del personaggio: un podcast del Gruppo Giovani

A valle dell’incontro su “Fumetti e IP: tra fenomeno sociale e implicazioni giuridiche” del 2 dicembre 2021, il Gruppo AIPPI giovani ha ripreso le fila del discorso approfondendo una delle tematiche affrontate durante il citato incontro, ossia l’individuazione dei requisiti per la tutela autorale autonoma dei personaggi (anche dei fumetti), la sua estensione e le possibili altre forme di protezione, diverse rispetto a quella autorale. Da qui i giovani soci Laura Brandoli e Michele Papa, moderati da Alessandro Bura, hanno discusso gli istituti giuridici sottesi e le più rilevanti decisioni in materia.

Il format utilizzato è del tutto nuovo per l’Associazione, ossia il Podcast (disponibile nell’area riservata del sito www.aippi.it), quale strumento versatile e idoneo ad approfondire singole questioni giuridiche, con semplicità ed in breve tempo. Data la sua versatilità, le prossime puntate del Podcast saranno dedicate sia ad ulteriori approfondimenti di singole questioni giuridiche trattate dall’Associazione, che ad interviste d’interesse per la vita e per le tematiche affrontate dall’Associazione.

Buon ascolto!

Avv. Alessandro Bura

LGV Avvocati

Avv. Laura Brandoli

RP Legal

Avv. Michele Papa

IP LAW GALLI

 

 

2022-05-11T10:21:20+02:00 9 Maggio 2022|Newsletter|