Archivi tag: Newsletter 2-2010

Spigolature sul Regolamento di attuazione del Codice della PI

Dopo quasi cinque anni di attesa, finalmente è venuto alla luce il Regolamento di attuazione del Codice di Proprietà Industriale, più volte sollecitato all’Avv. Loredana Gulino Direttore Generale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, in occasione delle rare sue presenze a convegni o seminari specifici della PI. L’impostazione di partenza non faceva una grinza: allo scopo di evitare le lungaggini burocratiche delle approvazioni di nuove leggi, necessarie magari per aggiornare o modificare opportunamente alcuni aspetti della legge di riferimento in materia di Proprietà Industriale, sarebbe stato opportuno spostare in un regolamento di attuazione quanta più materia possibile, soprattutto di natura procedurale, in modo da riuscire ad essere in futuro decisamente più veloci e snelli nelle modifiche; essendo le modifiche di regolamento di pertinenza del Ministro competente e introdotte per Decreto.

Il principale estensore del Codice della Proprietà Industriale, il Prof. Floridia, era stato a suo tempo criticato per aver lasciato nel Codice molta materia che sarebbe più logicamente stata di pertinenza del Regolamento; tant’è vero che nelle recenti riunioni di revisione del Codice … stavo per dire che era stato proposto di spostare quelle materie nel regolamento; ma non è avvenuto così! Al contrario, nella ultima bozza del Regolamento, prima che fosse pubblicato martedì 9 marzo 2010 sulla G.U., molte parti del testo sono state eliminate essendo una mera e inutile ripetizione di quanto era già contenuto nel Codice.

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Elezioni del Consiglio dell’Ordine dei Consulenti in P.I.

Il Consiglio dell’Ordine dei Consulenti in P.I. è costituito da 10 persone. I Consiglieri, che devono avere una anzianità di iscrizione all’Albo di almeno tre anni, vengono eletti da tutti gli iscritti registrati nei due Albi dei Consulenti in Brevetti e in Marchi, gestiti dall’Ordine. Senza scendere nei particolari procedurali previsti dalla legge, il sistema garantisce che nel Consiglio siano presenti almeno due Consulenti dipendenti da Azienda e almeno un rappresentante della sezione Marchi ed uno della sezione Brevetti. Il Presidente viene eletto a maggioranza assoluta in seno al Consiglio eletto e, a sua volta, nomina un Vice Presidente e delega uno o due Membri per le funzioni di Segretario e Tesoriere.

L’attuale Consiglio dell’Ordine dei Consulenti in P.I. è stato eletto dall’Assemblea dell’Ordine nell’anno 2004 con l’usuale mandato di tre anni, ma si trova da ulteriori tre anni in regime di prorogatio a causa del fatto che non è stato possibile indire le nuove elezioni allo scadere dei 3 anni e cioè nel 2007. Infatti, tutta la materia che riguarda la procedura di nomina dei 10 Membri del Consiglio è stata demandata, nel Codice della P.I. pubblicato sulla G.U. del 4 marzo 2005, al relativo Regolamento di attuazione, che avrebbe dovuto essere emanato entro un anno ma che purtroppo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solamente il 9 marzo 2010.

A suo tempo, a causa dell’incertezza sulla effettiva data di pubblicazione sulla G.U. del Regolamento e della concomitante necessità legislativa di tenere l’Assemblea annuale dell’Ordine entro il mese di marzo, si è deciso un escamotage apparentemente bizzarro ma efficace, consistente nell’indire la riunione dell’Assemblea in prima convocazione il 31 marzo 2010 e la seconda convocazione il 15 giugno 2010; con l’accortezza di distribuire immediatamente, con la convocazione dell’Assemblea, a tutti gli iscritti le schede di voto.

B.M.

Lista dei CTU di AIPPI

Nelle ultime due riunioni di comitato esecutivo, è stato varato in forma definitiva il progetto relativo all’elenco CTU di AIPPI. Gli scopi, le motivazioni e i criteri sono stati fatti già circolare ai soci in allegato al verbale di CE del gennaio 2010: la stessa documentazione, insieme alle istruzioni per presentare le candidature ed al modulo di candidatura sono in corso di pubblicazione sul sito di Aippi. La procedura di candidatura è stata predisposta on-line e comporta una semplice sequenza per l’inserimento dei dati e la loro successiva visibilità (una volta raccolta l’autorizzazione al trattamento dei dati); la prima sezione del modulo di candidatura è concepita per poter essere compilata in modo anonimo, così che ciascuno possa verificare la sussistenza dei requisiti minimi, prima di procedere nel processo di candidatura. Aippi Newsletter 2/2010 Pagina 8

L’intero sistema di trattamento di questi dati ha comportato un minimo impegno di risorse dell’associazione e qualche ora di dedizione del gruppo di lavoro e del webmaster: il risultato finale è più che soddisfacente e si spera verrà apprezzato dai soci. L’auspicio è che l’elenco diventi presto un utile strumento, a beneficio di tutti gli operatori del settore. Sono in corsa ora le ultime modifiche e test, così che le candidature possano essere presentate definitivamente nella sezione apposita del sito Aippi, sin dal 10 maggio 2010.

CARLO MARIA FAGGIONI FUMERO, STUDIO CONSULENZA BREVETTI SNC

Il Design Italiano entra in Farnesina e gira il mondo.

In data 30 novembre 2009 è stata inaugurata, all’interno del palazzo della Farnesina in Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri, la Collezione Farnesina Design. I piani del palazzo ospitano così, lungo i propri corridoi, all’interno di piccole e grandi sale conferenze e nei loggiati, istallazioni di prodotti tra i più significativi del design italiano. Fanno così bella mostra di sé articoli per l’arredamento (citiamo, tra le aziende ospitate: Ad Hoc, Artemide, Bernini, Bosa, Cerruti Baleri, Domodinamica, Elica, Matteo Grassi, Ifi, Knoll, Loccioni, Metalco, Progetti, Stone, Venini, Voltolina) e non solo: anche Ducati e Rondine Motor hanno conquistato uno spazio all’interno della Collezione.

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Ancora dalla Corte di Giustizia CE: sulla normativa italiana transitoria in materia di design e tutela d’autore.

Il 22 aprile 2010, avanti la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, si è tenuto un altro importante confronto in merito alla compatibilità della normativa transitoria italiana sul design, in relazione alla protezione ai sensi del diritto d’autore, e la relativa disciplina comunitaria.

Sul punto ci riferisce la giornalista Rita Fatiguso che ha autorizzato AIPPI NEWSLETTER a pubblicare il suo articolo uscito su Il Sole 24 Ore del 23 aprile 2010. “Le sedie di Le Corbusier, La Panteon Chair, i televisori Brionvega, la lampada Arco dei fratelli Castiglioni. Sono alcuni pezzi di design di alto valore artistico, categoria di oggetti sulla quale ieri [i.e.: 22 aprile2010] a livello comunitario si è giocata una partita importante. Continua a leggere

La Corte di Giustizia CE si pronuncia sulle caratteristiche degli ISP-Internet Service Provider e sulla loro responsabilità per contraffazione di marchio.

Con la sentenza del 23 marzo 2010 nelle cause riunite C-236/08, C-237/08, C- 238/08 la Corte di Giustizia ha preso posizione sulla questione molto dibattuta se i servizi forniti dai motori di ricerca siano qualificabili come hosting ex artt. 12-15 della Direttiva 2000/31 sul Commercio Elettronico ancorché il motore di ricerca ricavi un profitto dalla loro fornitura, e se, nel caso di servizi di keyword advertising (vale a dire di pubblicità, sotto forma di link sponsorizzati evidenziati in certe parti della pagina in cui vengono forniti i risultati di una ricerca, distinte da questi ultimi) l’uso di parole chiave coincidenti con marchi altrui integri una violazione dei diritti su quei marchi da parte dell’inserzionista e del fornitore del servizio. Su quest’ultimo punto, la Corte ha stabilito – ed ha subito ribadito in C. Giust. CE 25 marzo 2010, C-278/08 (BergSpechte) – che il prestatore di un servizio di keyword advertising su Internet che consente l’uso di parole chiave identiche a un marchio altrui non fa un uso di tale segno ai sensi dell’art. 5 nn. 1 e 2 della direttiva 89/104: e ha aggiunto che in questo caso il motore di ricerca è qualificabile come ISP che offre un servizio di hosting, beneficiando dunque dell’esenzione di responsabilità prevista dagli artt. 12-15 della direttiva sul commercio elettronico in quanto non svolge, né può essergli richiesto di svolgere, un ruolo attivo atto a conferirgli la conoscenza o il controllo dei dati memorizzati su richiesta di un inserzionista. La responsabilità sorge solo ove l’ISP, avendo avuto conoscenza della natura illecita dei dati inseriti, abbia omesso di rimuoverli o di disabilitare l’accesso agli stessi.

La pronuncia della Corte CE appare in linea con l’ordinanza collegiale di II grado emessa dal Tribunale di Roma, 11 febbraio 2010 sul caso You Tube/R.T.I., secondo cui “You Tube e Google svolgono attività di ISP, cioè servizio di ‘hosting’, consistente nell’offrire ai propri utenti una piattaforma attraverso la quale conservare e rendere disponibili contenuti audio e video e quindi memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio”; non esiste “un obbligo di sorveglianza generale del provider rispetto al contenuto dei dati”; e “non si tratta quindi di pretendere dal provider un’attività preventiva di controllo e di accertamento di ciascun singolo frammento caricato dagli utenti, ma di rimuovere materiale illecitamente trasmesso dopo aver avuto conoscenza, dall’avente diritto”, della natura illecita dei materiali inseriti.

AVV. PROF. LUIGI MANSANI LOVELLS

La musica dal dentista finisce davanti alla Corte Europea di Giustizia.

La Corte d’Appello di Torino, con ordinanza pubblicata in data 5 marzo 2010 – all’interno del procedimento introdotto da SCF Consorzio Fonografici nei confronti di un dentista che diffondeva, all’interno del proprio studio, musica radiodiffusa – ha deciso di sospendere il giudizio e sottoporre alla Corte di Giustizia della Comunità Europee la seguente questione pregiudiziale interpretativa:

“… d) se la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno di studi odontoiatrici privati esercenti attività economica di tipo libero-professionale, a beneficio della relativa clientela e da questa fruita indipendentemente da un proprio atto di volontà costituisca “comunicazione al pubblico”, ovvero “messa a disposizione del pubblico” ai fini dell’applicazione dell’art. 3, n. 2 lett. b) della Direttiva 2001/29/CE;

e) se tale attività di diffusione dia diritto alla percezione di un compenso a favore dei produttori fonografici”. Infatti, si legge nell’ordinanza citata, “la disciplina nazionale appare del tutto in linea con quella comunitaria, ma come questa non fornisce una risposta immediata alla questione se nella nozione di comunicazione al pubblico di fonogrammi rientri anche la diffusione all’interno di studi professionali privati, come quelli dentistici, nei quali l’accesso dei clienti avviene, di regola, in maniera programmata, selettiva e senza alcun obbligo a contrarre da parte del professionista, e la diffusione radiofonica o televisiva è fruita dal cliente indipendentemente da un atto di sua volizione”.

Attendiamo ora la risposta della Corte di Giustizia sul punto.

R.A.